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Milan, Suso è diventato un problema (e Giampaolo è caduto nella trappola)

Da tempo attraverso le pagine di Tempi Rossoneri ho rivolto la mia attenzione sulle prestazioni di Suso. A tal proposito, ripropongo le pagelle di fine stagione degli ultimi tre campionati da cui emergono, a mio avviso, dei punti di criticità che definiscono i contorni di un vero e proprio equivoco tecnico-tattico nel quale il Milan è caduto e che rischia anche quest’anno di essere un vulnus alla crescita dell’intera squadra.

  • 2016-2017: Protagonista di un avvio di stagione fenomenale, corre, ricama, segna e fa segnare crossando molto bene. Fa sempre la stessa finta ma la fa tanto bene che non lo fermano. Incubo peggiore dei difensori di fascia sinistra che arretrano spaventati reclamando aiuto ai compagni di reparto. Progressivamente circondato dalle squadre avversarie che gli dedicano sempre maggiore attenzione, si spegne piano piano da Doha in avanti anche a causa di qualche inaspettato guaio muscolare. Giudizio finale: diabolico.
  • 2017-2018: altra ottima partenza, per poi calare inesorabilmente come nella scorsa stagione (7,00 contro 5,97). Sullo spagnolo, indubbiamente giocatore di valore va però avviata una seria riflessione per verificare se sia ancora utile investire su di luiingaggiando una sua controfigura per il lato sinistro dell’attacco o se piuttosto attraverso una sua cessione recuperare le risorse necessarie da investire su una forte punta di caratura internazionale.
  • 2018-2019Stagione caratterizzata (ma non è una novità) da un buon avvio, un lungo letargo invernale, un risveglio primaverile (peraltro tardivo ai fini del conseguimento dell’obiettivo). Bravo ma non un campione. Nelle partite ad elevato contenuto agonistico soccombe spesso e volentieri.

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