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La Guerra dei Dazi e dell’Oro Diventa Globale

Grazie alla guerra dei dazi mai come in questo periodo l’oro è tornato al centro dell’interesse degli stati sovrani.
Soprattutto di quegli stati sovrani autonomi e forti, oltreché in costante espansione, come Cina e Russia che da anni stanno adottando politiche di incremento delle riserve di oro fisico anche per diminuire la percentuale di riserve finanziarie detenute in valute come il dollaro o titoli di stato ad esso collegato.
L’attuale periodo della guerra dei dazi è da considerarsi storico non solo per gli stravolgimenti politici ed economici che stanno avvenendo ma anche per un progressivo passaggio di potere economico che vede gli Stati Uniti perdere la loro influenza economica su ampie zone del mondo.
Nonostante una politica basata ampiamente sui propri interessi nazionali abbia rilanciato l’economia degli Stati Uniti, l’influenza che questi oggi esercitano su altri paesi si limita ai paesi europei che hanno aderito alla ue.
L’alleanza tra i paesi ex sovrani del vecchio continente non può certo essere di rilievo su una partita mondiale che va ben oltre la guerra dei dazi e vede in campo stati sovrani che sono vere e proprie super potenze economiche con numeri e prospettive di crescita di ben altro livello verso le quali anche la stessa grande potenza economia statunitense stenta a far fronte.
In tutto questo l’oro oggi rappresenta un bene che può dare in parte credibilità alle economie degli stati, nonostante da un punto di vista funzionale non possa essere la soluzione.
Le attuali strategie compro oro messe in campo da anni dalla Cina possano solo marginalmente sostituire le riserve finanziarie ancora oggi detenute in valute a meno che il prezzo oro non arrivi a toccare livelli impensabili ma che difficilmente potranno essere raggiunti per tutta una seria di motivi che lo farebbero andare fuori prezzo e non più utilizzabile come bene rifugio dagli investitori indipendenti.
Certo è che negli ultimi tempi i movimenti intorno al prezioso metallo non si sono limitati a semplici operazioni di acquisti e di vendita, anche in zone del mondo come l’area ue, lontane dalle stanze dei bottoni dove si decidono le sorti dell’economia mondiale, si sono avuti segnali che l’oro stia tornando ad essere considerato un ancora di salvezza su cui basarsi in caso di disastri finanziari globali.
Negli ultimi tempi oltre al rimpatrio delle riserve auree da parte di alcuni paesi membri dell’unione europea sono avvenuti altri fatti da tenere in forte considerazione come la disdetta del Central Bank Gold Agreement.
Questo accordo era stato fatto nel 1999 dagli ex paesi sovrani che si erano accordati per discutere e decidere insieme in merito ad ogni compravendita di oro da parte dei paesi dell’unione europea.
Con la caduta di questo accordo ogni paese membro ue potrà tornare a gestire in autonomia le proprie riserve d’oro, una scelta sostenuta dai paesi del nord europa con la germania in testa.

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