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Chef a domicilio: come funziona

Il cuoco a domicilio è in primis un professionista con un titolo di studio attinente (conseguito ad esempio all’Istituto Alberghiero) o che ha frequentato un corso formativo adeguato con superamento del relativo esame. Deve aver lavorato per almeno 2 anni consecutivi negli ultimi 5 anni nel campo della ristorazione. Possiede l’abilitazione alla somministrazione di alimenti e bevande ed è iscritto alla Camera di Commercio di pertinenza locale con tanto di partita IVA.

Questo tipo di attività è esplosa negli ultimi anni. Le persone che decidono di mettere a disposizione le proprie conoscenze e doti culinarie partono da una forte predisposizione e passione per i fornelli. C’è chi è insoddisfatto del proprio lavoro e decide di lasciare tutto per buttarsi nel meraviglioso mondo del food, chi è disoccupato e si reinventa, con una buona dose di intraprendenza, organizzazione e imprenditorialità.

Per riuscire in questa professione servono tante qualità, tanto per citarne qualcuna: metodo, precisione, creatività, savoir faire, continua voglia di imparare, predisposizione al contatto e grande professionalità con i clienti. Approfondiamo l’argomento, seguendo le indicazioni fornite dallo chef Catering Roma di Cucina e Cultura.

 

Cosa potrebbe fare la differenza per uno chef a domicilio rispetto ad un altro?

Fondamentale è proporre piatti sani, genuini, ben costruiti, utilizzando materie prime di qualità e facendo particolare attenzione al deperimento di eventuali alimenti freschi durante gli spostamenti.

Le attrezzature sono altrettanto importanti, non tutti a casa hanno il necessario per determinate preparazioni: lo chef a domicilio lo sa e deve prevenire questa eventualità, portando ciò che secondo lui è necessario e possibile trasportare (una padella particolare per una determinata cottura, il coltello con un tipo di lama piuttosto che un’altra…)!

Importante anche che mostri inoltre la propria bravura e capacità di adattamento in una cucina che magari non conosce e che non è quella professionale di un ristorante.

 

Perché scegliere lo chef a domicilio piuttosto che andarsene al ristorante?

Sicuramente la motivazione principale è la comodità e la riservatezza di starsene nel comfort della propria abitazione, senza doversi preoccupare di cosa e come cucinare e far bella figura con i propri ospiti, servendo pietanze da chef.

 

Perché diventare un cuoco a domicilio?

Se vi muove la passione, potete farla diventare una professione, in modo da avere un’entrata economica anche importante, potete essere liberi di scegliere orari, clientela, prezzi di vendita.

La soddisfazione – per chi sceglie di intraprendere questa professione – è anche quella di seguire il processo creativo dall’inizio alla fine, seguendo un iter che va dal contatto con il potenziale cliente, alla stesura del menù in base alle esigenze, all’ invio del relativo preventivo. E’ lo stesso chef che si reca a fare spesa e sceglie con cura gli alimenti che andrà a proporre nei suoi piatti.

Se il lavoro sarà ben fatto, non mancheranno i complimenti e il passaparola che porterà altro lavoro ben remunerato! Può aiutare lasciarsi consigliare da un esperto di web marketing per l’apertura di un sito Internet dove pubblicizzarsi e la gestione di pagine social, da aggiornare regolarmente per arrivare ad un maggior numero di utenti.

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